SUL TETTO DELL'APPENNINO

Da "I Viaggi di Repubblica" - 12 Agosto 1999
Articolo di Rosanna DI BARTOLOMEO

I nomi che vengono attribuiti ai monti e alle vette hanno spesso corrispondenza con la loro forma, Il massccio del Gran Sasso non fa eccezione. Imponente, maestoso, privo di vegetazione, forma con il Corno Grande (2.912 m.) e con il Corno Piccolo (2.655 m.) la vetta più alta dell'Appennino centrale. Recentemente è stato istituito il Parco Nazionale del Gran Sasso e della Laga che si estende per circa 150.000 ettari e interessa tre Regioni (Abruzzo Lazio e Marche). I primi alpinisti che si cimentarono a sfidare le cime del Gran Sasso erano nobili, uomini di scienza e cittadini benestanti. Dai montanari locali venivano apostrofati come "i signori della città", impegnati in grandi imprese come quella di scalare la vetta del Corno Grande considerata nel pieno dell'Ottocento obiettivo quantomeno stravagante. Anche se, soprattutto d'estate, i montanari locali non disdegnavano di arrotondare i magri guadagni dell'attività pastorizia offrendosi come guide e per il trasporto di materiale. Il periodo d'oro del Gran Sasso pare sia stato alla fine dello scorso secolo. Epoca in cui sorsero i primi rifugi grazie al CAI, Club Alpino Italiano: rifugio Garibaldi, Duca degli Abruzzi, raggiungibili dal versante aquilano dalla piana di Campo Imperatore. Successivamente alla fine degli anni '50 si realizza anche il Rifugio Franchetti. Tutti sono considerati un punto di ritrovo e una tappa importante per chi affronta le guglie i torrioni le placche o i più semplici percorsi di trekking segnalati a bande giallo-rosse proprio dal CAI. La "direttissima" o la "normale"costituiscono i classici percorsi utilizzati dagli escursionisti più allenati per raggiungere il Corno Grande. Chi non intende cimentarsi in imprese tanto impegnative può apprezzare il paesaggio circostante sostando a Campo Imperatore: vedere il versante sud-orientale del Corno Grande illuminato dal sole è un'emozione da non perdere. Unico il paesaggio dalle vaste praterie ai piedi del monte Camicia presso Fonte Vetica al tramonto. Tutto si colora di rosso intenso. Qui le tavolate intorno ai ristori dove vengono serviti gli "arrosticini", spiedini di abbacchio tipici della zona, donano una speciale atmosfera al paesaggio.
Rocca Calascio
Fantasmi della storia nel borgo medievale
Nella zona se ne parlava come di un luogo ormai abitato dai fantasmi: l'antica Rocca di Calascio, predisposta dei Normanni attorno al XII sec. a sud del Gran Sasso, sovrastata dal castello e dal sottostante borgo medievale, è rimasta disabitata negli ultimi cinquanta anni. Come molti luoghi appenninici d'Abruzzo, le rigide condizioni climatiche hanno spinto molti giovani nell'immediato dopoguerra a cercare qualcosa di più redditizio e sicuro rispetto alle fatiche e alla precerietà dell'attività pastorizia e ai lunghi mesi di transumanza passati a svernare altrove, spesso fino verso i pascoli pugliesi. In primavera i pastori facevano ritorno a casa e dai terrazzamenti dell'antica rocca il loro sguardo sorvolava sulle ampie distese a guardia del gregge. Rocca Calascio è nel cuore dell'Abruzzo aqilano, sui contrafforti meridionali del massiccio del Gran Sasso, nel Parco Nazionale. Situata a 1500 metri di altitudine è il più alto insediamento permanente di tutto l'Appennino. E' sovrastata dai ruderi del castello, un'antica fortificazione a torre risalente all'Alto medioevo, mentre la cinta della torre con ai lati quattro bastionature circolari e l'oratorio sono state realizzate nel Rinascimento. Il panorama è ineguagliabile, lo sguardo spazia dalle vette del Gran Sasso con la cima del Corno Grande (2.912 m.) e con i monti Prena e Camicia alla Maiella ed al Morrone, ai Monti Marsicani, ai più vicini Sirente e Velino. Il castello è particolarmente suggestivo di notte. Dalla strada sottostante che conduce verso la Rocca a strapiombo appare altissimo e illuminato, quasi sosspeso nel buio. Nelle notti di luna pieno il Gran Sasso è così ben illuminato che è possibile distinguere, in una veduta spettacolare, le cime più importanti.