DAL POLO NORD AGLI APPENNINI

Da "VILLE E CASALI" - Aprile 1998 - Articolo di Rossella CERULLI
Conosce bene le piste del Sahara e le atmosfere artiche delle isole Svalbard, manciata di sassi e ghiaccio a metà strada tra Polo e Norvegia. Ama gli spazi aperti, i territori impervi, i luoghi dimenticati da riscoprire. Ma considera assai faticosa la vita dei comuni mortali in città. Come poteva Paolo Baldi, guida e trekker di professione, aver timore di trasferirsi con la moglie (anche lei appassionata globetrotter) a Rocca Calascio, minuscolo borgo di zero anime aggrappato al versante meridionale del Gran Sasso?
"Con Susanna la scelta di andare a vivere lontano da Roma è stata assolutamente naturale", racconta il Baldi, "ma la classica campagna appena fuori città non ci interessava: volevamo un bel posto di montagna. Rocca Calascio è, con i suoi 1500 metri, il paese più alto di tutto l'Appennino. Nelle sue vicinanze sorge l'omonimo castello, punto strategico di controllo del territorio, costruito attorno all'anno 1000 quale nodo centrale del sistema di torri di avvistamento che correva lungo tutta la dorsale. E' il più importante di tutti e proprio per la sua particolarissima posizione lo si può scorgere anche da molto lontano. E noi nel corso delle nostre tante escursioni abbiamo finito per innamorarcene..."
Non si può dire che la scelta dei coniugi Baldi, fatta ormai nel '94, non sia stata coraggiosa. Paolo e Susanna, ed in seguito i loro tre figli, sono stati infatti i primi a tornare ad abitare in maniera stabile questo minuscolo borgo, abbandonato nei lontani anni '20 dall'ultima famiglia in fuga per le Americhe. Altri prima di loro si erano azzardati al massimo a trascorrervi brevi periodi di vacanza. Ma in maniera fissa non aveva mai nessuno osato risiedervi.
Ed invece qui, tra questi monti poco conosciuti dove il progresso non è mai arrivato, i Baldi si sono reinventati la vita. Acquistando e ristrutturando prima una antica dimora patrizia del 1400, passata di mano in mano nei secoli fino a diventare una chiesa, ed aprendovi un ristorante ed un piccolo country hotel, poi ribattezzato Rifugio della Rocca .
"Certo all'inizio le difficoltà sembravano insormontabili: i collegamenti difficili e la mancanza praticamente di tutto...", racconta ancora il Baldi, "poi pian piano le cose hanno cominciato a sistemarsi: stiamo anche ristrutturando dei nuovi alloggi che saranno pronti per l'anno prossimo.
"La mia giornata tipo? Beh, apparte il tempo dedicato al locale, faccio ancora trekking con i gruppi di stranieri che porto qui dall'estero. Mia moglie poi è fantastica: dà lezioni di pianoforte, prepara chili di marmellate fatte in casa... In ogno caso occorre molta fantasia per inventarsi tutto ciò che manca!"
Situato nel bel mezzo del Parco Nazionale del Gran Sasso e e dei Monti della Laga, Rocca Calascio è peraltro coinvolto in un programma di recupero delle aree depresse previsto dall'Unione Europea. Il castello dovrebbe essere quanto prima trasformato in un centro per lo studio dei rapaci (aquile e poiane sono di casa tra queste vette!), mentre è già operativo un progetto di ripulitura della segnaletica e dei sentieri che anticamente collegavano i vari paesini tra loro. Progetto al quale collabora, neanche a dirlo, anche Baldi, in compagnia dell'associazione di giovani volontari "A piedi nel parco". Prossima è poi la riscoperta degli antichi tratturi per la transumanza...
Ma in tutto questo fervere di attività montane, per Paolo e Susanna una cosa rimane in assoluto la più importante. Quale? "Potersi affacciare ogni mattina alla finestra e godersi, in silenzio, il panorama... "