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MARCIA
CAMPO IMPERATORE
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Finalmente venerdì, dopo una settimana
passata a convincere altri due temerari siamo qui, armati di riviste e
bagagli, pronti ad andare alla scoperta di un posto, di una gara che incuriosisce
ogni granfondista. Così tra qualche dubbio e alcune perplessità
partiamo, senza perdere troppo tempo visto che sono ben 800 i chilometri
che di separano da Castel del Monte, paesino di montagna... ma montagna
d'Abruzzo. Percorriamo quella strada che più che le gare ricorda le vacanze estive. Quando ci avviciniamo alla meta e la strada lascia la riva del mare, dopo un po' ci troviamo di fronte al Gran Sasso che ci fa capire che qui le montagne ci sono e sono quasi come le nostre. Arrivati all'Aquila incominciamo a salire lungo paesaggi brussi e selvaggi che non fanno che aumentare la nostra curiosita' sul tipo di posto che ci attende. Dopo diversi chilometri percorsi in solitudine incontriamo il primo paese tutto arroccato in mezzo a questa bella e strana montagna, poi un altro e un altro ancora e infine Castel del Monte, anche lui abbarbicato sulle pendici di queste montagne in cui elementi diversi si fondono per dar vita ad uno dei paesaggi piu' unici del nostro paese. Dopo sei ore di viaggio arriviamo all'albergo: ad attenderci l'ospitalita' di questi luoghi e buona parte del comitato organizzatore capeggiato dal signor Nicola che subito ci invita a bere qualcosa. Alle nostre prime domande raccogliamo risposte che non fanno altro che alimentare ancor piu' la nostra curiosita'. Il mattino dopo siamo svegliati da un bel sole che illumina il paesino la cui visita e' comunque rimandata al pomeriggio perche' se non riusciamo a vedere questo altipiano famoso diventiamo matti... Qualche chilometro e dopo aver superato una piccola altura dopo una curva si presenta a noi questo incredibile paesaggio ai pieid del Gran Sasso, tagliato da un profondo canyon sul tipo western. Lasciamo perdere gli indiani e ritorniamo a noi, stupefatti dal paesaggio che si e' presentato ai nostri occhi, tanto bello e particolare da non trovare le parole per descriverlo e anche ci fossero sminuirebbero comunque questo luogo. Ma ora sci ai piedi, a provare la pista che presenta una neve dura e veoce, tanto da poter sciare tranquillamente al di fuori delle tracce del gatto. Dopo esserci informati sul percorso di gara, vista l'immensita' del luogo, scendiamo in paese dove il sindaco ci aspetta. Presentazioni di rito con le personalita' del posto: rimaniamo di nuovo colpiti dalla gentilezza di queste persone, preoccupate soprattutto di conoscere le nostre impressioni sul luogo e di avere qualche consiglio per migliorare l'organizzazione della gara. Dopo aver fissato un altro appuntamento con il sindaco per parlare di granfondo, si va finalmente a pranzo: specialita' del posto da non perdere... ci sarebbe da fare il bis ad ogni piatto. Nel pomeriggio ancora in giro con il sindaco a parlare di fondo visitando il paese. Qualche foto di rito, la cena, pa preparazione degli sci e anche questo sabato scivola via portandoci dritto al via di questa Marcia Campo Imperatore. Sulla linea di partenza troviamo anche biagio Di Santo, ragazzone di queste parti, fresco vincitore di due medaglie ai Campionati Mondiali Juniores appena disputati in Canada. Ma poi c'e' il via, questa volta senza gruppi di merito dal momento che siamo solo duecento e anche volessimo partire tutti in linea il posto non mancherebbe. Partiti! Cominciamo a percorrere questo immenso piano uno in fila all'altro, cosi' dopo i primi 10 chilometri ci infiliamo nel canyon: un posto incredibile che ricorda piu' il Texas che l'Abruzzo. E' davvero molto bello e... lungo. Ora il tracciato ci porta alla base del Gran Sasso in un paesaggio ancora piu' suggestivo, superiamo il bivio per chi sceglie i venti chilometri. La pista qui si fa impegnativa con una salita non troppo ripida ma assai lunga. Finita la quale si schizza giu' verso il traguardo lungo una discesa velocissima, un piano, ancora una salita lunga quanto basta per prendersi una "secca" come la mia e di nuovo giu' come proiettili verso il traguardo. Piccola passerella nel piano della partenza e striscione di arrivo che accoglie tutti in questa bella festa. Cosi' finalmente abbiamo provato anche questa granfondo che tanto incuriosisce gli appassionati. Sul piano tecnico che dire? Forse non e' battuta come la Sgambeda e non si trovano computers ad ogni angolo alle iscrizioni, non si gira con microchips alla caviglia che faranno anche i rilevamenti ai vari passaggi della gara, ma qui si trovano valori semplici ed importanti, persone che danno tutto senza badare troppo agli interessi. Una terra tutta da scoprire per chi vuole vivere una granfondo diversa dalle solite in cui forse si ritrova quell'ambiente che tutti sognano e che al nord pare ormai dimenticato. |