IL BORGO FORTIFICATO E LA ROCCA

Da "IL TEMPO" - Regione Abruzzo
Cenni Storici Le prime notizie su Calascio risalgono al periodo compreso tra la fine dell'VIII e la prima metà del IX secolo quando risulta possedimento dei monaci volturnensi. Ma non è chiaro se si tratti di semplice terreno, di una torre fortificata, o di insediamento con carattere di borgo.
Un Ulteriore accenno a Calascio si trova su di un documento del 1064.
Resta tuttavia dubbio il fatto se entro quest'arco di tempo, che può essere protratto fino alla comparsa del Catalogo dei Baroni (1150 - 1168), Calascio abbia assunto l'aspetto di fortificazione.
Le permanenze architettoniche più antiche a Rocca Calascio sembrano risalire ad un periodo oscillante tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. In effetti l'elemento più antico appare costituito dalla torre quadrata, presente all'interno della Rocca, la cui funzione originaria potrebbe essere stata semplicemente quella di avvistamento. Da questo primo nucleo si è gradatamente la cui massima espansione si dovette raggiungere probabilmente attorno alla metà del XIV secolo.
Successivamente risulta compreso nella Baronia di Carapelle, quindi all'inizio del '500 appartenne al Piccolomini, marchese di Capestrano e Conte di Celano, mentre nel 1579 passò ai Medici.
Descrizione  
La Rocca di Calascio sorge a 1460 metri s.l.m., ad oltre 30 km dal capoluogo (L'Aquila), in posizione fortemente isolata, ma strategicamente importante per il controllo del territorio e per la possibilità di fare da centro di un sistema di segnalazioni con tutti i castelli del circondario ai quali è collegata visivamente. Nel dado basamentale della torre centrale a pianta quadrata, piuttosto ben conservato, si apre l'ingresso, che secondo il consueto uso delle torri di avvistamento isolate, risulta disposto ad un'altezza di circa 5 metri dal piano di calpestio della corte interna e la presenza di due mensole in pietra, che a quell'altezza fuoriescono dalla muratura, lascia intuire che vi fosse una scala lignea retrattile per accedervi. Nelle torri cilindriche fortemente scarpate le feritoie sono di tipo misto: ad arciera con sottostante archibugiera circolare; ora ne rimangono solo tre, costituite da lastre di pietra con foro al centro databili attorno al XV secolo. L'interno delle torri si divide in due ambienti ben distinti: uno inferiore con volta emisferica, ricavato nella scarpatura basamentale, e uno superiore cilindrico che doveva risultare ripartito da più ambienti sovrapposti e diviso mediante solai in legno ora scomparsi. Il borgo sottostante dal quale la rocca è isolata per mezzo di un fossato superabile attraverso un ponte di legno, che forse anticamente era retrattile, è cinto da mura rafforzate da torri cilindriche. Realizzato interamente in pietra, si è conservato parzialmente nonostante si trovi in uno stato di quasi totale abbandono.