Italia Abruzzo
Tempi lenti e stretto contatto con la natura per
il trekking equestre in provincia dell'Aquila |
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Un pezzetto di Far West nel cuore del paesaggio italiano. Uno scampolo
d'America a pochi minuti dall'autostrada A24 da Roma. un frammento del
selvaggio Ovestdei pionieri trapiantato nella natura incontaminata dell'Abruzzo. Siamo nel parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga, uno dei più grandi del nostro Paese, istituito nel 1991 su un'estensione de 150 mila ettari e ripartito in quarantaquattro comuni, cinque province (L'Aquila, Pescara, Teramo, Ascoli Piceno e Rieti) e tre diverse regioni (Abruzzo Marche e Lazio). Nella porzione più meridionale del parco, al di là dei comuni abruzzesi di Santo Stefano di Sessaio, Capestrano e Corvara, risalendo fino all'altopiano di Campo Imperatore, si nascondono paesaggi indimenticabili e si celano tesori d'arte, d'architettura, di storia e di tradizione contadina che per il visitatore curioso hano il sapore della scoperta. .............. Nel paese delle torri L'altopiano si raggiunge comodamente anche con la funivia che da Assergi, pochi chilometri a nord dall'Aquila, sale verso il Gran Sasso, ma il trekking equestre rappresenta un'occasione di grande fascino per immergersi nella natura del parco. A piedi, a cavallo, o, per i più pigri, in auto, dal piccolo paese di Capestrano si arriva a Castelvecchio Calvisio, il cui antico tessuto urbano si sviluppa in strutture e torri che formano vie coperte, in una fuga prospettica di tunnel e cunicoli. Si sale ancora verso Rocca Calascio, aggrappata come un aquila alla sommità della montagna, a 1464 metri di altitudine. Abbandonato nel 1703 dopo un disastroso terremoto, il paesino e oggi interessato da un complesso progetto di recupero; nell'attesa, qualcuno è tornato ad abitarne le case abbandonate, come un giovane famiglia romana che mette a disposizione stanze e eappartamenti in un inconsueto bed & breakfast immerso nel silenzio e nelle atmosfere ovattate del borgo. ....................... |